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domenica 7 febbraio 2010

FARMACO PER ALCOLISTI CONTRO DIPENDENZA DA GIOCO

Un farmaco gia' utilizzato per trattare la dipendenza da alcol, l''Antabuse', potrebbe curare anche i dipendenti dal gioco d'azzardo. Medici tedeschi e svizzeri hanno infatti segnalato sulla rivista 'Alcohol and Alcoholism' il caso di un uomo che ha perso ogni intertesse per le scommesse dopo aver assunto un farmaco contro l'alcolismo. Il paziente non ha giocato per almeno un anno da quando ha iniziato ad assumere 'Antabuse' per combattere i propri problemi con l'alcol. I ricercatori dell'Universita' di Heidelberg (Germania) e di quella di Zurigo (Svizzera) ritengono che il farmaco possa ridurre l'abitudine di giocare d'azzardo Antabuse. Antabuse affronta la dipendenza da alcol interferendo con il modo in cui il corpo metabolizza l'alcol. Scoraggia i 'tossici' a bere provocando problemi di respirazione, accelerazione cardiaca e nausea ogni volta che lo fanno. Ma lo stesso farmaco sembra in grado di incrementare i livelli di dopamina, una sostanza chimica del cervello, notoriamente importante nella lotta contro la dipendenza. I medici hanno riferito che il paziente analizzato, dopo il trattamento, non aveva piu' voglia di giocare. E cosi' non ha fatto per piu' di un anno. Tuttavia, visto che lo studio riguarda un solo caso, i medici invitano a interpretare i dati con cautela. Per essere sicuri dell'efficacia del farmaco bisognera' effettuare studi piu' approfonditi.

giovedì 4 febbraio 2010

LA LONGEVITA' A PORTATA DI PILLOLE


Ancora tre anni e la longevità potrebbe essere a portata di pillola. Studi paralleli di diversi laboratori nel mondo, infatti, hanno identificato tre geni collegati a una vita più lunga. Due di questi geni aumentano la produzione del cosiddetto colesterolo buono nel corpo, riducendo il rischio di malattie cardiache e ictus, mentre il terzo aiuta a prevenire il diabete. I geni sono stati scoperti su un gruppo di persone con un'età media di 100 ed i ricercatori hanno riscontrato che coloro che ne sono dotati hanno anche l'80% di probabilità in meno di sviluppare il morbo di Alzheimer.
Come riferito a "The Daily Telegraph" dal direttore dell'Ageing Research dell'Albert Einstein College of Medicine di New York l'intento degli scienziati è "semplicemente" creare una pillola in grado di far scattare gli stessi effetti di questi geni. Se la medicina ottenesse questo traguardo, la probabilità di vivere fino a cento anni aumenterebbe in modo evidente.

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